Partecipare alla cultura del compito significa essere immersi in una situazione di apprendimento fatta di parole, movimenti, sguardi, rumori, contatti fisici, scambi: una varietà di sollecitazioni importanti per lo sviluppo di ciascuno. Comprendiamo la differenza che c'è tra il comunicare e la padronanza di mezzi concreti di comunicazione. Riteniamo che si debba discutere del valore di una risorsa almeno su due piani: quello strumentale e quello intrinseco. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. Cosa si intende per risorsa? in allegato al PTOF - Anno scolastico 2019/2020 . e posporre l'insegnamento, puntare sui bisogni della persona ed ignorare Ma, appunto, non la si impara individualmente, né interagendo soltanto con compagni socialmente abili. La nuova Direttiva ministeriale definisce le linee del cambiamento per rafforzare il paradigma inclusivo: Potenziamento della ultura dell’inlusione Approfondimento delle competenze in materia degli insegnanti curricolari Valorizzazione della funzione del docente per il sostegno, quale risorsa aggiuntiva assegnata a tutta la classe La terza dimensione di qualità riguarda l'attività complessiva dell'organizzazione scolastica, che si articola in precise procedure e prassi previste a livello normativo e regolamentare ed esigibili dall'utente dell'istituzione scolastica. Temiamo che talvolta, dietro a questi discorsi, spesso retorici, ritorni il vecchio pietismo, la vecchia "bontà", riverniciata nell'accoglienza e non più nella beneficenza e nel custodialismo caritatevole. INCLUSIONE E DISABILITÀ MIUR - PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019 1. Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. Troppo spesso questo non accade, e la cosiddetta scuola normale non è ancora dotata di risorse sufficienti che le consentirebbero di far fruttare al massimo la presenza attiva degli alunni differenti. 3 0 obj Programmare globalmente (Progetto di Vita) e agire localmente (Piano educativo individualizzato) Le differenze di genere negli alunni e nel personale scolastico I n questa scheda viene descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione. Promuovere l’inclusione in classe significa identificare le differenze tra i singoli studenti e comprendere, per ciascuno, i diversi bisogni ed esigenze. Diventiamo più capaci di servirci di una forma"comunicazione totale", che usa la parola, la gestualità, il corpo, il ritmo, le immagini, ecc. La mediazione didattica diventa pensiero didattico attivo quotidianamente tra pari, generato dalla necessità di produrre apprendimenti anche assieme a chi possiede minori risorse cognitive (Vygotskij). L'integrazione cresce e fruttifica se la normalità del fare scuola diventa sempre più speciale, competente, tecnica e non se si consolidano meccanismi di delega dell'alunno speciale alla risorsa speciale (insegnante di sostegno, educatore o tecnico) con conseguente disimpegno, deresponsabilizzazione e impoverimento della normalità dei rapporti educativi e didattici. È certamente vero che l'alunno disabile apprende, comunica si relaziona con difficoltà, qualche volta ha comportamenti imprevedibili, magari problematici. In questo tipo di guadagni educativi potremmo anche aggiungere la costruzione delle regole, dei sistemi di premi e sanzioni, dei contratti e patti formativi, delle aspettative valutative, delle certificazioni / attestazioni / diplomi, ecc., tutti casi in cui, grazie alla disabilità ci si deve confrontare con le diversità, accogliendone le specificità, non escludendole in nome di una pseudo equità statistica [v. voce Portfolio delle competenze]. Tra queste prassi troviamo l'accoglienza, la comunicazione con la famiglia, il sistema di assegnazione degli incarichi (funzioni strumentali e funzioni aggiuntive), le modalità di formazione delle classi, le strategie di continuità e di autovalutazione. favorire l'inclusione. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. In più può avere problemi di salute, fragilità, necessità di protesi, accorgimenti particolari; può avere anche dei familiari difficili, perché essi stessi in difficoltà, e così via. Proveremo a definirne cinque. google_ad_height = 90; /Length 2596 Integrare le risorse speciali nella «speciale normalità» PIANO D’INTERVENTO PER FAVORIRE UN CLIMA INCLUSIVO IN CLASSE A cura di Sergio Carlesso ... Alcune considerazioni sull’insegnamento individualizzato fuori dalla classe Come ho già scritto in un mio recente articolo (vedi “Scuole in Rilievo” n. 22 – novembre ... dell’inclusione è la classe. I genitori degli alunni "bravi" cercheranno di iscrivere i loro figli nelle scuole in cui si fa bene l'integrazione, perché considerate scuole migliori in assoluto. 316), L’Istituto Comprensivo intende favorire la crescita culturale e l’educazione degli alunni, Costruire le proprie competenze assieme ad altri, di cui alcuni in difficoltà, cooperare e fare il tutor sviluppa competenze di pensiero di ordine superiore, non accessibili in uno studio esclusivamente individuale. 9. c. 3, è lo sviluppo degli apprendimenti mediante la comunicazione, la socializzazione e la relazione interpersonale. La disabilità come prodotto del contesto culturale ... tutti i raccordi possibili con la programmazione della classe, in modo da favorire l’inclusione dell’alunno. //--> La sezione come risorsa: descrivere gli interventi che vengono programmati per avvicinare i compagni all'alunno con disabilità, per la conoscenza delle persone con disabilità e dei loro diritti, per favorire la relazione di aiuto, per educare alla cittadinanza. Questi alunni con la testa ben fatta saranno in grado, domani, di pensare meglio in contesti collaborativi, di spiegarsi meglio, di insegnare meglio, di risolvere meglio problemi, ecc. Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. È ben nota la prevalenza del sesso maschile tra i soggetti disabili e di quello femminile tra il personale scolastico. Finora si è parlato di benefici per i compagni di classe normodotati, e per gli insegnanti, dunque per gli attori principali dei processi di insegnamento-apprendimento. Ma la è una delle competenze più complesse, intricate di aspetti emozionali, cognitivi, comunicativi, culturali. Ci riferiamo non tanto alle ore degli insegnanti di sostegno e degli educatori, peraltro fondamentali, ma soprattutto alle capacità manageriali, alla formazione specifica, alle metodologie e strategie didattiche, alle motivazione e incentivi, a soluzioni organizzative innovative (spazi, tempo, materiali, collaborazioni, alleanze extrascolastiche, supporto dei servizi, ecc.) che nell'ambito dell'assistenza quotidiana e della privacy. L'integrazione non è un peso, è invece un vantaggio competitivo per la qualità della scuola: sta a tutti noi dimostrarlo e documentarlo. @~ (* {d+��}�G�͋љ���ς�}W�L��$�cGD2�Q���Z4 E@�@����� �A(�q`1���D ������`'�u�4�6pt�c�48.��`�R0��)�