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Quando valutare la ricerca diventa schizofrenico

L’università schizofrenica Il nostro sistema universitario è integrato nella vasta rete delle università importanti del mondo con le quali riusciamo spesso a confrontarci alla pari. E’ quindi normale che anche i nostri ricercatori e i nostri dipartimenti universitari siano soggetti, come negli altri paesi, a una costante valutazione dell’attività di ricerca. La valutazione è un po’ una “croce” che accomuna tutti i ricercatori, tant’è che modi e tempi e conseguenze delle procedure di valutazione sono spesso materia per “small talk” e confronti a meetings e workshop. Nessun universitario in nessun paese ama il proprio sistema di valutazione. In fondo è normale. Nessuno studente ama gli esami o i test, nessun lavoratore impazzisce per l’assessment di performance ecc. Non sorprende quindi che l’Agenzia nazionale per la valutazione della università e della ricerca (ANVUR) non sia mai stata molto amata. Eppure ci stavamo abituando, non senza problemi, alle complessità delle valutazioni

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Anvur tra manipolazione e troppi parametri

Il fatto che il sito dell’Anvur (agenzia nazionale di valutazione dell’università e ricerca) sia da molti giorni irraggiungibile «per manutenzione straordinaria a causa di attività sospette di alterazione dei contenuti» è inquietante. La preoccupazione è duplice: da un lato, il blackout mette in evidenza la vulnerabilità del sito di una Agenzia Nazionale e dall’altro dimostra che c’è chi può avere interesse a manipolare i dati sulla valutazione delle università e della ricerca. Vista la durata del blackout c’è da pensare che le sospette manipolazioni dei dati possano essere severe. Ovviamente c’è anche la possibilità che il blackout abbia origine da errori negli algoritmi e nelle modalità di conteggio che potrebbero aver condotto a pubblicare risultati non completamente corretti ma, in assenza di informazioni ufficiali, preferiamo non dare peso a questa ipotesi. Honni soit qui mal y pense. L’incidente tuttavia merita una riflessione tanto più ora che anche il nostro

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