Da Un altro giorno è andato, Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto (Firenze, Giunti Editore, 1999): "La canzone più misteriosa in assoluto è Autogrill, intravista e non vissuta, venuta fuori chissà come. E' quasi come se questa volta Guccini fosse ancor più fosse ancor più coinvolto del solito in quello che scrive. Di quel vino troppo freddo e un poco andato? Mi colpì soprattutto l'invito del profeta a insistere, a ridomandare, a tornare ancora senza stancarsi. che in un sussurro di voci o vento qualcuno venga per domandare... La genesi e il significato di questa canzone sono ben spiegate da Guccini in un’intervista di Brunetto Salvarani pubblicata nel prossimo numero 6 della rivista "Vita e Pensiero", il bimestrale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, del 2009. mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!” Francesco Guccini Ricollegandosi poi ad altre città di mare e di porto, come è stata ad esempio la Genova, per il suo figlio e poeta più illustre della musica cantautorale italiana, il grande Fabrizio De André con “La città vecchia”, 1974. Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione Dunque un omaggio al vino, che da secoli accompagna e sostiene la vita degli uomini, che affaticati o vincenti, un calice lo innalzano comunque. In mezzo una vasta selezione di canzoni e un po’ di intrattenimento e gag. I versi di Shomèr ma mi-llailah? 7. tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo, Oppure il meraviglioso testo del 1971 di Piero Ciampi “Il vino”, che fa sentire quel clima livornese di personaggi al limite delle città di porto, con il loro tormento attraverso il vino, il mare, l’errabondare, lasciando poi al pubblico opere musicali indimenticabili. Via Paolo Fabbri 43, 1976. "da tempo e mare, da tempo e mare, Il fatto è che le canzoni di Guccini, quelle vecchie e quelle nuove, contengono tutte una specie di elemento fatale, un andamento inevitabile, quella essenzialità che è … come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill, parlava coi nipoti, che ascoltavano l' incanto posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali, E allora, perchè non andare in Argentina? di spiagge e odori, di giganti e nani, La produzione è di Renzo Fantini. “Il vino” Piero Ciampi. Un mezzo per valutarne la bontà si evince anche da questo, dalla voglia di aprire una bottiglia e di godere della vita, non solo da etichette, brand,nevitabili professionalmente, si sa. E quella che ti aspetta è un' alba uguale che ti si offre come una visione, Sinceramente, così trasformate, mi piacciono molto di più, mi sembrano quasi nuove…”. Presento qui di seguito la più completa raccolta di frasi, citazioni e aforismi sul vino mai apparsa sul web in lingua italiana. di coniugare troppo spesso in Dio: Poi dopo, ripensando a quell' incedere incalzante al lampo secco di una domanda, la voce d' uomo che chiederà: ma in noi turisti fuori di stagione c'era tutto di sbagliato: Insomma, contrariamente a quanto premesso, il turista non è più tale, non è più quello che affascinato dalla milonga cingeva la fascia, saliva a cavallo e partiva per epiche avventure criolle, ma è il disincantato osservatore che dell'Argentina riesce  a trattenere soltanto "quella nostalgia". Francesco Guccini. Non siamo di fronte alla storia vera e propria, alla narrazione che descrive dei fatti nudi e crudi, bensì al diario di un turista un po' più attento della media: un turista che sa cogliere nelle sfumature le sensazioni. la stessa del tuo cielo boreale, l'alba dolce che dà consolazione e l' Argentina è solo l' espressione di un' equazione senza risultato, di tutte le sue vite vagabondate al sole Ma di americano questa canzone canzone ha soprattutto l'impianto: forse il fatto di aver trovato quella rima “juke-box” e "film della Fox") ha spinto l’autore sulla strada del cinema, portandolo a descrizioni che restituiscono all'ascoltatore sensazioni vere e proprie. deserta dell' estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità, per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox, Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell riempiendo il cielo inglese di miraggi... Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940) è considerato uno dei più importanti e popolari cantautori italiani. O di quel fritto misto dato lì con malagrazia naturale? Bella, d' una sua bellezza acerba, bionda senza averne l' aria, non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui, E questa fedeltà a se stesso rivela una buona fibra artistica, ma soprattutto una notevole dose di dignità personale: un complimento, quest' ultimo, che oggi tocca davvero a pochi. Sensazioni spesso, inconscie, ma che, riconosciute, portano alla scoperta che quanto stai vivendo forse l'hai già vissuto, che è "come entrare a caso in un portone di fresco, scale e odori abituali, posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali". Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. un amore per il nettare di bacco e la propria terra che gli sono valsi il riconoscimento “il maestro di bere il territorio” del concorso letterario by go wine fatta di pane, vino, sudore lunga una vita, lunga un momento. subito con "Autogrill” proprio la canzone della rima con juke-box. Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell E non è forse Guccini l’ultimo dei cantastorie popolari vero e proprio, sia dal punto di vista della composizione che dell'esposizione. e nelle precisioni antiche del progetto umano in tutto somigliante al solito locale, Mollare tutto e andare in Argentina, Basso il sole all' orizzonte colorava la vetrina Da un’intervista di Beppe Caporale pubblicata su “Boy Music” del 19 agosto 1983: In Guccini, il tuo ultimo album, c’è molta musica. E già sentiva in bocca l'odore della polvere della mina. ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, Come il vino buono (perdonate la terribile ovvietà della metafora), Guccini invecchia secondo criteri antichi e onesti. Sotto i versi compare la scritta: Francesco Guccini, poeta italiano. Nel caso specifico si tratta di Giampiero Alloisio già appartenente a quell'Assemblea Musicale Teatrale che per un certo tempo accompagnò il cantautore in concerto e che già era presente in "Metropolìs" con "Venezia". Non so se è pregio o colpa esser fatti così: e che vita facevo in Argentina? sentiva la balbuzie intellettuale e l' afasìa Non ci si può mai fermare. E per scacciarlo aveva in corpo il primo vino di una cantina. Non è una storia, è una dichiarazione quasi d'amore per coloro che ti vivono vicino, con i quali hai sintonia d'intenti e di affetti. Ho tante cose ancora da … Pensavo: "Farlo o no? È uno dei personaggi più importanti della nostra letteratura. non sono vagabondi o abbaialuna, Guccini, 80 primavere tra ballate, canzoni e l’inno alla cultura del vino. Piuttosto diciamo che proprio come esigenza personale non mi bastava più la scarna veste che davo prima alle mie canzoni. 146 Proprio il viaggio come lo intendeva quell'ultime degli umanisti che fu Kerouac come itinerario di conoscenza e tirocinio esistenziale. Gli spartiti di Guccini sono stati pubblicati da Edizioni Musicali La Voce del Padrone. mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR... Programmazione computer e tastiere elettroniche: Piero Cairo. "ed io... ", ma poi arrivò una coppia di sorpresa... e allora, com'è tutto uguale in Argentina! quasi nessuno batte o fa il magnaccia. In questo articolo vogliamo mettere in evidenza la forza del vino attraverso la musica e soprattutto le canzoni, come omaggio al Vino. Isaia, il profeta che di regola minaccia fuoco e fiamme per quanti non seguono le indicazioni divine, a un certo momento della sua vicenda dimostra in pieno la sua profonda apertura umana, in un paio di versetti pieni di speranza:  sentinella, a che punto stiamo della notte? Sinceramente è un fatto a cui non si era abituati, nel tuo caso; ti si perdonava addirittura una certa carenza in questo settore… che tipo di scelta è stata? Potremmo andare avanti, scrivendoci un romanzo su quante canzoni, artisti e autori raccontano attraverso il vino, il proprio mondo, la propria denuncia, il proprio tormento d’amore. Si sarebbe rivelata un'idea balzana: un mese rinchiusi là, in un luogo seppur bellissimo, fecero sì che persino le gite a Milano, dicesi Milano, fossero salutate con ovazioni all'americana e cappelli lanciati in aria in stile cowboy. “Vino divino” Rossana Casale. E poi viaggiando nel soud più ritmato approdiamo a Zucchero con “ Bacco e Perbacco”, 2006, in cui per alleggerirsi la vita: il vino, il mito di Bacco e di Venere sono un tocca sano per l’uomo. ai tempi in cui correva per il mare Non si tratta, però, come qualcuno ha voluto vederci, di un simbolo di carattere sociale e politico, ma piuttosto di un universale antropologico. Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via." Guccini stesso conferma l'importanza che rivestono rima, metrica e metafore, sia sul piano della costruzione letteraria, sia su quello della fluibilità musicale quando, interrogato sul suo modo di far canzoni, risponde: "in realtà non si può parlare di una vera e propria tecnica. sentiva la crudele solitudine del nano, Il viaggio di Ulisse attraverso gli autori Come ben avremo inteso, Odysseus è una canzone che tratta di Ulisse e non è un caso che il cantautore lo abbia scelto. Tra l’altro tutto dipende dal fatto che le mie canzoni me le sono cantate sempre e solo io, per cui ben difficilmente mi veniva in mente, o avevo voglia, di farle più musicali. io falso, io vero, io genio, io cretino. Anche se a Carimate non c'era un cazzo da fare, l'atmosfera era fantastica, tanto che ad Ares Tavolazzi venne un'idea: perché non utilizzare sempre lo stesso gruppo anche nelle esibizioni dal vivo? ad inventare insieme primavera. shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell Musicisti all'altezza, anzi che fanno miracoli, soprattutto in considerazione della scarna vicenda melodica. La sua storia (e la nostra) in 20 canzoni. “Bar della rabbia” Mannarino. La notte, udite, sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato, cifrava il rebus dei cumulonembi. Le più belle frasi sul vino 2020: Raccolta di frasi celebri selezionate tra le più belle di sempre: citazioni, aforismi, proverbi, auguri Puoi trovare anche biografia, notizie, testi delle canzoni e traduzioni, libri, e molto altro su Guccini. E ci andremo di forza, senza pagare il fìo Ebbene "Autogrill" di americano propone soltanto il contenitore, l’involucro in quanto la storia raccontata è, come di consueto, una storia di sensazioni forse rese più intense (si parla di un incontro-non-incontro) dalla coscienza dell’impossibile, ma forti ed intense come non mai. in quelle loro anime smarrite, Tornate, domandate, insistete!". Fratello, non padre, e la differenza sta tutta nella naturale complicità con cui questa antica familiarità è vissuta. le dita sfiorano le pietre calme calde d' un sole, memoria o mito, Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell “La società dei magnaccioni” cantata da Gabriella Ferrari, “Il primo bicchiere di vino” Sergio Endrigo, “Il pane, il vino e la visione” Sergio Cammariere, “Canzone delle Osterie di Fuori Porta” Francesco Guccini, “Er tranquillante nostro” cantata da Gigi Proietti, © All Rights Reserved. Gli 80 anni di Francesco Guccini. shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell... Il cantautore Francesco Guccini compie 80 anni il 14 giugno: le sue 10 canzoni più belle. Ma se fossimo stati un' altra coppia fra le tante Vergognandomi, ma solo un poco appena, misi un disco nel juke-box come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo, Non son razza padrona, non sono gente arcigna, e sento d' essere l' infinita eco di Dio L'album è stato distribuito in formato LP, Stereo8, MC e CD. Caro Francesco Guccini, già a 16 anni amavo le tue canzoni (e il tuo poetare “di-vino”) e mi fa un po’ ridere scoprire che ti sei messo a parlare di me in tv, perché in fondo mi penso sempre come il figlio di un minatore delle colline senesi. Era piovuto piano e senza pause quasi fino a quel momento, Ma non è forse il cinema l'ultimo gradino (in salita naturalmente)nell'evoluzione del modo di raccontare le storie? Il sudore e la terra erano argenti, / il vino e l'olio erano i miei ori [...]" è un'ipotiposi di rara efficacia). Niente «fughe da New York», niente folli corse «da costa a costa». Il cantautore Francesco Guccini compie oggi, 14 giugno, 80 anni e abbiamo deciso di raccontarlo con 10 canzoni.Le più belle? La discografia di Francesco Guccini in ViaFabbri43.net raccoglie tutti gli album arricchiti dai testi delle canzoni, da Folk beat n. 1 del 1966 a Ritratti. Cadranno i secoli, gli dei e le dee, cadranno torri, cadranno regni ti accorgi con la forza dell' istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni, Pepper's Lonely Hearts Club Band, 1967 La notte è quieta senza rumore, c'è solo il suono che fa il silenzio e noi, senza nemmeno un poco d' ironia, fra gusci e quarzo, Lemuel Gulliver tornava coi pensieri E quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare. tornate ancora se lo volete, non vi stancate... Testi delle Canzoni di Francesco Guccini Ecco la lista dei brani musicali, gli articoli e gli album del grande cantautore italiano Francesco Guccini “La società dei magnaccioni” cantata da Gabriella Ferrari. Per quello che ci basta non c'è da andar lontano restavan vuoti gusci di parole... E questa fedeltà a se stesso rivela una buona fibra artistica, ma soprattutto una notevole dose di dignità personale: un complimento, quest' ultimo, che oggi tocca davvero a pochi. Tutte sensazioni che fuori da un vero e proprio quadro, anzi da una serie di quadretti descrittivi: torniamo accaduto con "Autogrill”, a quelle sensazioni quasi filmiche, che, però, in questo caso vedono un coinvolgimento ancor maggiore della voce cantante. Chiaramente certi suoni mi sono entrati in testa (ma c’erano da sempre, solo che non ci pensavo) e questa volta è andata così”. Una delle canzoni che più mostra le sue grandi conoscenze umanistiche è Odysseus, in cui Francesco Guccini narra di Ulisse. la capovolta ambiguità d' Orione e l' orizzonte sembra perverso. due facce di medaglia che gli urlavano in mente: Scoprimmo che oggi il mare lascia un povero relitto, Domenica 14 Giugno 2020 di Mattia Marzi. son come i denti in bocca a certi vecchi, nel ristorante vuoto il cameriere, assorto e lento, All'epoca stavo leggendo la traduzione di Isaia proposta da Guido Ceronetti, bellissima, uscita per Adelphi. In questo post vi propongo alcune canzoni a tema vino e vendemmia. L' aereo, ah, l' aereo è invece alluminio lucente, l' aereo è davvero saltare il fosso, Lo rivela lo stesso cantautore in Un altro giorno è andato, Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto: Nel 1983, per la prima volta senza Pier Farri, radunai il mio vecchio staff (Ellade Bandini alla batteria, Ares Tavolazzi al basso, Flaco alla chitarra, Vince Tempera alle tastiere) con, in più, il sassofonista Claudio Pascoli agli Stone Castle Studios, nel famoso castello di Carimate, in provincia di Como. Parlare, poi di cosa? Con Francesco Guccini (voce e chitarra) hanno suonato in Guccini: Ellade Bandini (batteria), Juan Carlos «Flaco» Biondini, Francesco Guccini, Massimo Luca (chitarre), Claudio Pascoli (sassofoni), Giancarlo Porro (clarini), Maurizio Preti (percussioni), Ares Tavolazzi (chitarre e basso), Vince Tempera (pianoforte e tastiere). L’album contiene La Locomotiva, una delle canzoni più celebri di Guccini, immancabilmente eseguita alla fine di ogni suo concerto e racconta in chiave poetica il gesto di Pietro Rigosi che, il 20 luglio del 1894, all'età di 28 anni, prese il controllo di una locomotiva sganciata da un treno merci e la lanciò alla velocità (notevole, per l'epoca) di 50 km/h, verso la stazione di Bologna. un peccato o un cadavere nascosto? shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell avremmo trasformato tutto in quella poca gioia Compiendo poi quel rito inevitabile e abusato, naufragi di catrame e di lattine arrugginite: E già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa Le Havre. sovrastò l' acciottolio quella mia frase sospesa, non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto mi chiamò la strada bianca, "Quant'è?" shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell Ma "a che punto è la notte, vedetta?" Tutte con testi, traduzioni e video. il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere “mi piace far canzoni e bere vino” canta francesco guccini nella celebre “l’avvelenata”. anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro, che solo certa età può regalare, These cookies will be stored in your browser only with your consent. Il vino ha regalato alla musica e ad autori, parole su cui dare al pubblico canzoni per ridere, riflettere, ricordare, stare in compagnia, come ad esempio “La società dei Magnaccioni”, una canzone popolare romana che nel 1962 vede una Gabriella Ferrari intenta a cantarla con la sua voce graffiante e che racconta un’ironia della sorte. Il tassista, ah, il tassista non perse un istante a dirci che era pure lui italiano, Io frocio, io perché canto so imbarcare. è una citazione biblica (Isaia 21,11) e significa in ebraico "Sentinella, quanto resta della notte?". “Non si tratta di scelta, si tratta di esigenza. Aggiungiamoci un punto interrogativo in quanto è forse l'episodio più (apparentemente incomprensibile) di tutto l'album. Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna Un buon vino fa sognare, appassiona, suscita ricordi, e crea nuove strade per accendere emozioni. Shomèr ma mi-llailah? e l' aria calda porta il sapore di stelle e assenzio, Francesco Guccini: «Senza vino, sigarette e donne mi consolo con la tv. E allora si diventa tutti Gulliver che, nell'omonima canzone, torna dai suoi viaggi meravigliosi, racconta e la gente non capisce (“Nei vecchi amici che incontrava per la via, in quelle loro anime smarrite sentiva la balbuzie intellettuale e l'afasia di chi gli domandava per capire, ma confondendo i viaggi con la loro parodia, i sogni con l'azione del partire”), perché confonde e distorce le immagini di chi ha viaggiato. Contandoli uno a uno non son certo parecchi, Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, dà ancora più tristezza mangiar male... Ma, sinceramente, anche questa volta lo fa con classe e - perché no - con ironia. Una ragazza che è più cornice che quadro: ognuno di noi può riempirla dei fantasmi e delle immagini che meglio crede. shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell... Un curioso, intenso deambulare: se imbocca un' autostrada, è per fermarsi in un autogrill (titolo della prima canzone, forse la più bella del disco) a contemplare una ragazza e anche il resto, come in un interno che spezzi e annulli la monotonia del nastro di asfalto; se va a trova il tempo di dilungarsi sulla pessima qualità di un fritto di pesce loffio e stantio; se va m Argentina, è addirittura per chiedersi se, al di fuori di Pavana il mondo sia veramente cosi diverso, e la vita possa davvero cambiare. Nacque a Pavana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato. Il tutto espresso attraverso una specie di beguine, di nightarola a strappacore canzonetta vera e propria. di un verde di bottiglia era quel mare affaticato, l' aria una stanza grigia... Non da meno è un cantautore più giovane Mannarino con “Bar della rabbia”, 2009 che fa respirare la rabbia della borgata romana, nei confronti di una capitale (o di un paese), che senza pietà schiaccia tutto e tutti. “La città vecchia” De Andrè. Pare addirittura di sentire quel disco d'atmosfera nel juke-box, di vedere 'la bellezza acerba di bionda ('una bionda senza averne l'aria"), ma soprattutto di provare la stessa "infelicità vicina" sentita dall'autore. non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro. non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia? Mi sembrava fattibile, così creammo anche per i concerti una band fissa che, con poche ma significative eccezioni, mi accompagna ancora oggi. di chi gli domandava per capire. Qui riportiamo una playlist dove il vino è presente nei suoi diversi significati, magari da ascoltare per tutti quegli appassionati, i wine lovers e perchè no esperti, sotto l’ombrellone in questa estate 2018. c'è gente che è di casa in serie B. Una dichiarazione d’intenti, più che una semplice canzone: “mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino”. Il leit motiv dell’ironia è quello del "Tristano e Isotta". intuiva con la mente disattenta del gigante Però malgrado tutto si era stati bene assieme, Powered by TUSCA SRLS P iva: 06618850488, Migliori 20 Canzoni sul Vino (Aggiornato 2020), Nebbiolo: Caratteristiche Vino, Vitigno e Abbinamenti, Migliori 20 Barolo rapporto qualità prezzo. A parte l'ottima riuscita delle canzoni, la qualità della musica, l'indovinata varietà dei testi, come al solito gradevolmente «scolastici» nelle rime, quello che, personalmente, amiamo in questo disco (come in tutti i dischi di Francesco) è la trasparente schiettezza: tra i solchi si sente, sempre, una vena genuina, sincera. Le canzoni italiane più rappresentative sul vino, per ascoltare, e non solo degustare la forza dell’ispirazione e della convivialità che suscita. ... Ho sempre scritto canzoni per me, mica perché mi credevo un guru. (questa una delle traduzioni del versetto), non significa necessariamente "quanto resta della notte" come interpretato da Guccini, ma anche questo non ha parecchia importanza. chiesi, e la pagai, poi prendendo la sua mano sopra al banco: "Non so come cominciare: Potrei avvicinare questo pezzo a Signora Bovary, del 1987, in cui m'interrogo su "cosa c'è in fondo a quest'oggi", "cosa c'è in fondo a questa notte", "cosa c'è proprio in fondo in fondo, quando bene o male faremo due conti"... Qui c'è un'angoscia esistenziale, l'angoscia della notte che non finisce... Anche se non ci sono ancora arrivato, a fare quei due conti... Staremo a vedere! e chi fa il giornalista si vergogna, Spettacoli > Musica. corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia: è invecchiar bene, anzi, direi... benone! E alla fine, Gulliver, è costretto ad ammettere la sconfitta: “Da tempo e mare non s'impara niente”. Si vede che quando è coinvolto in prima persona il poeta non ha intenzione di recitare: anche lui, come i semplici mortali, cade nel dolciastro. sono stati scritti in inglese sul muro di Sarajevo da ignoto ammiratore di Guccini. picchiettavo un indù in latta di una scatola di té... Si può cantare a voce sguaiata quando sei in branco, per allegria ... L'attenzione per le rime è un aspetto ricorrente nelle canzoni di Guccini che nel corso della sua carriera ha deliziato gli ascoltatori con accostamenti unici. Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace, "Shomér ma mi-llailah?"? E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d' ogni cosa, picchiando sopra ai pali della spiaggia il mare si spezzava in lembi; Anche per lui era stato un sogno, non diciamo spento, ma senz’altro ridimensionato con la conoscenza effettiva. parlare era soltanto un altro inutile delitto contro le nostre vite... ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo nei vecchi amici che incontrava per la via, o nel mondo suo illusorio e limitato, Per viaggiare, e al tempo stesso vivere, bisognerebbe avere sei o sette vite, come cantava nell'album Metropolis, in Black-Out (“Avessi sette vite a mano...”). shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell È il turno di Shomér ma mi-llailah?, del 1983, tratta dal disco intitolato minimalisticamente Guccini. non so più dire da quanto sento angoscia o pace, Quando si parla poi di protesta e vino, non può non venire all’orecchio “Avvelenata”, 1976, di Francesco Guccini, che accosta al vino la protesta delirante di un artista ingabbiato in un mondo falso e vittima di una società ipocrita, che tutto dice e tutto fa, ma che non si accorge che la vita è fatta di arte e cultura, e che essere un artista è poca cosa…. coi sensi tesi fuori dal tempo, fuori dal mondo sto ad aspettare io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista! le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai... Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria i sogni con l' azione del partire, Poi quelle strade di auto scarburate e quella gente anni '50 già veduta, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare! ma per non gettarle in faccia qualche inutile cliché We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. e dopo innumeri come sabbia, ansiosa e anonima oscurità, Sgt. Anche questa è una delle classiche ballate gucciniane, ancor più classica in quanto dalla storia vera e propria (si immagina un Gulliver che racconta le sue avventure ad un pubblico che non può e non vuole comprendere la simbologia dei nani, dei giganti, dei cavalli saggi) si può (ma non è necessario ricavare il senso della ,solitudine intellettuale: "da tempo e mare non s'impara niente". e aspetto immobile che si spanda l' onda di tuono che seguirà Nel 1998 Guccini compie un viaggio in Argentina attraversando la Patagonia assieme al duo Patrizio Roversi e Syusy Blady, nella trasmissione Turisti per caso. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience. da tempo e mare non s' impara niente...". Ma confondendo i viaggi con la loro parodia, Poi ti accorgi che l'Argentina è solo "un'equazione senza risultato" e allora "c'è la notte... e tutto è via". “Avvelenata” Guccini. Da  “L’Unità” del 2 giugno 1983 uno stralcio di un articolo di Michele Serra: [...] Giovani e giovanissimi affollano i concerti di Guccini come per ripararsi all'ambra di un corpulento fratello maggiore, con il vocione, la barbona e tutto il resto. io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista. sentiva la crudele solitudine del nano cerco, innocente o perchè ho peccato, la luna ombrosa Che Guccini abbia sempre guardato all'avventura americana con 'occhio più che interessato è storia di sempre: vuoi, per generazione, vuoi per mestiere (per anni ha insegnato - non sappiamo se lo faccia ancora - in una scuola americana in Italia). Diciamo che è lo sfogo cultural-poetico legato ad 'un versetto della Bibbia che ha sempre attirato la curiosità degli interpreti. e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina, Vale a dire, non bisogna stancarsi di porsi delle domande:  questa è la cosa più importante fra tutte! These cookies do not store any personal information. o malinconia d' innumeri altre vite, La sentinella risponde: "La notte sta per finire, ma l'alba non è ancora giunta. Presento una raccolta delle frasi più belle di Francesco Guccini, tratte prevalentemente dalle sua canzoni. e allora... "Don't cry for me, Argentina"... Nelle lunghe ore d' inattività e di ieri Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, così, senza un futuro, in incertezza intenerita. perchè io ci ho già vissuto in Argentina, chissà come mi chiamavo in Argentina Quali sono le canzoni sul vino? avremo un paradiso su misura,

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